Questo sito esiste da diversi anni e, quando l’ho costruito per la prima volta, raccontava abbastanza bene chi ero in quel momento. Mi occupavo soprattutto di divulgazione scientifica, scrivevo libri, comunicavo sui social e cercavo di rendere comprensibili temi che, durante la pandemia, erano improvvisamente entrati nella vita quotidiana di tutti. Poi sono passati cinque anni e nel frattempo è cambiato quasi tutto: sono cambiate le cose di cui mi occupo, il modo in cui lavoro e, soprattutto, è cambiato il punto dal quale guardo la medicina. Per questo non aveva più molto senso aggiornare semplicemente qualche fotografia o sostituire una vecchia biografia. Era il momento di ricominciare.

Per molti anni ho raccontato la medicina dall’esterno. Studiavo, cercavo fonti, intervistavo professionisti, provavo a distinguere ciò che sapevamo da ciò che ancora non sapevamo e a tradurre tutto questo in un linguaggio comprensibile. A un certo punto, però, raccontarla non mi è più bastato. Ho deciso di iscrivermi a Medicina, una scelta insolita perché arrivava dopo una laurea in Economia, altri studi e un percorso professionale già avviato. Significava ricominciare da capo quando sarebbe stato probabilmente molto più semplice continuare sulla strada che avevo già costruito. Nel giugno del 2026 mi sono laureato in Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma. Scritta così sembra una semplice riga di curriculum; per me rappresenta invece diversi anni di vita e, soprattutto, un cambiamento profondo nel modo di intendere ciò che faccio. Oggi non voglio soltanto raccontare la medicina: voglio praticarla, studiarla e contribuire, nel mio piccolo, a migliorarla.

C’è però una parte di questa storia che è iniziata molto prima dell’università. Nel 2017 mio papà è morto di melanoma. Sono esperienze che inevitabilmente modificano il rapporto con parole come malattia, prevenzione e tempo. Nel 2019, da questa storia, è nato MelanomaDay. All’inizio era un progetto molto più piccolo di quello che sarebbe diventato negli anni successivi e l’idea era semplice: fare qualcosa di concreto perché altre persone avessero una possibilità in più di conoscere il melanoma, comprenderne i rischi e accedere alla prevenzione. Da allora migliaia di persone hanno partecipato alle iniziative organizzate, il progetto è arrivato in numerose città italiane e ha coinvolto medici, ospedali, associazioni, istituzioni e società scientifiche. Nel 2026 il Parlamento ha istituito la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e degli altri tumori della pelle. È uno dei risultati a cui tengo di più, proprio perché è difficile separarlo dalla storia personale dalla quale tutto era cominciato.

Oggi le cose di cui mi occupo possono sembrare molte: medicina, oncologia, ricerca, prevenzione, divulgazione, tecnologia, associazionismo, scrittura. Per molto tempo anch’io le ho considerate attività diverse. Adesso credo invece che appartengano allo stesso percorso. La ricerca produce conoscenza, la medicina prova a trasformarla in cura, la prevenzione cerca di intervenire prima che quella cura diventi necessaria e la divulgazione permette alle persone di utilizzare quella conoscenza nelle proprie decisioni. Sono parti diverse dello stesso sistema ed è proprio nell’intersezione tra questi mondi che vorrei continuare a lavorare.

Anche per questo ho deciso di rifare questo sito. Internet ci spinge continuamente a produrre qualcosa di nuovo: un nuovo post, un nuovo video, una nuova notizia, una nuova opinione. Non voglio che questo spazio funzioni così. Non sarà un luogo da aggiornare ogni giorno e probabilmente nemmeno ogni settimana. Per quello esistono già altri canali. Qui vorrei costruire qualcosa di più stabile: un luogo in cui chi arriva possa capire chi sono, cosa faccio, quali sono i progetti sui quali lavoro e quali idee guidano il mio percorso professionale. Ogni tanto pubblicherò una notizia, un progetto importante, un intervento o qualcosa che valga davvero la pena conservare anche oltre la velocità dei social. Per le riflessioni più frequenti continuerò invece a scrivere su Riflessioni Lente, la mia newsletter.

Non so esattamente dove porteranno i prossimi cinque anni, e probabilmente è una buona cosa. Anni fa non avrei immaginato molte delle cose che sono successe nel frattempo. Quello che so è la direzione nella quale voglio continuare a muovermi: diventare un medico migliore, fare ricerca che abbia una qualche utilità, contribuire alla prevenzione oncologica, continuare a comunicare la scienza senza trasformarla in slogan e provare a utilizzare le opportunità che arriveranno per costruire progetti capaci di lasciare qualcosa anche quando un post sui social avrà smesso da tempo di essere mostrato dall’algoritmo.

A presto,

Gianluca

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